Sono ferite con una profondità limitata e una superficie a volte estesa, spesso associate a contusione.
Nei casi di abrasioni estese e con perdita di sangue si può ricorrere ad una medicazione preparata con elevate capacità assorbenti e protettive e dotata di uno strato antiaderente a contatto con la ferita.
della forza con la quale l'oggetto tagliente ha colpito la cute.
Pulire la ferita e disinfettare con abbondanti lavaggi di antisettico, avendo cura che il liquido disinfettante penetri bene all'interno dei lembi della ferita da taglio. 
Tra gli oggetti che di solito determinano queste ferite ricordiamo aghi, punteruoli, cacciaviti, rami e bastoni appuntiti. Si tratta di oggetti potenzialmente abitati da batteri patogeni; per questo è indispensabile procedere con una accurata disinfezione seguita dal monitoraggio, nelle ore successive all'incidente, della zona interessata. È sempre necessario rimuovere eventuali frammenti dell'oggetto responsabile della ferita (schegge di legno, vetro ecc.) prima di medicare. La permanenza del residuo nella ferita può provocare infezioni e ritardare la guarigione. 

La ferita chirurgica, originata cioè da un intervento del medico che ha inciso e successivamente suturato la cute è considerata, rispetto alle precedenti, una ferita “pulita”. Si presume cioè che l'ambiente della ferita, i cui lembi sono normalmente chiusi da punti, sia pulito e con scarsa contaminazione batterica. È però necessario mantenere la ferita in buone condizioni di pulizia, evitando la sovracontaminazione batterica, e proteggere la sutura dal contatto con indumenti e con lo sporco. |
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